Ci sono amori che possiamo raccontare attraverso le lettere, le fotografie, i ricordi e poi ci sono amori che rimangono imprigionati nella materia. Quello tra Camille Claudel e Auguste Rodin è ancora lì, nel bronzo, nel gesso, nel marmo, nei corpi che si cercano, si stringono, danzano e soprattutto in…
Read MoreCher, “Believe” e il paradosso dell’autotune: quando serviva a rovinare una voce perfetta
Il 19 ottobre 1998 usciva Believe di Cher. Bastano pochi secondi di ascolto, ancora oggi, per riconoscere quel suono che allora sembrava arrivare dal futuro: la voce si spezza, diventa metallica, quasi robotica, passa da una nota all’altra in maniera innaturale. Oggi non ci facciamo quasi più caso. Nel 1998 era qualcosa di sorprendente. All’epoca la cantante aveva 52 anni, oltre trent’anni di carriera alle spalle e soprattutto una voce che non aveva bisogno di essere presentata né tantomeno aggiustata. Proprio lei, invece, avrebbe legato per sempre il proprio nome ad una tecnologia destinata a cambiare il modo di registrare…